Maximilian Daublebsky 

von Sterneck

(1829 - 1897)


Ammiraglio



Comandante in Capo della Marina

(novembre 1883 - dicembre 1897)

 

Biografia: Maximilian Daublebsky Freiherr von Sterneck und Ehrenstein successe nell’ incarico di Comandante della Marina austro-ungarica all’ ammiraglio Friedrich von Pöck, che aveva ricoperto questa carica dall’ aprile 1871 al novembre 1883 e che si era ritirato dal servizio attivo per malattia. Dal novembre 1883 al dicembre 1897, con il grado di vice-ammiraglio Maximilian Daublebsky von Sterneck fu contemporaneamente Capo della Sezione Navale del Ministero della Guerra. I capi della Sezione Navale del Ministero della Guerra erano quegli ufficiali di marina che lavoravano presso il ministero e si occupavano di fare gli interessi della marina presso il governo. Dal momento che non esisteva un ministro specifico per la marina ma tutto confluiva nel ministero della guerra, la persona preposta alla guida del settore navale del ministero assolveva a tale compito.
Di famiglia nobile di origine boema, poi stabilitasi in Carinzia - il padre era proprietario del Castello di Krastowitz presso Klagenfurt - Maximilian Daublebsky von Sterneck, barone di Ehrenstein, vi nacque il 14 febbraio 1829. Fu presto iniziato alla carriera militare di ufficiale nella Marina Austriaca, entrando a 14 anni come allievo nel Collegio della Marina di Venezia. Studiò nelle migliori accademie navali d' Europa, a Zara, Portsmouth e Copenaghen.
Uscito dall' Accademia Reale di Copenaghen come guardiamarina, si imbarcò su navi diverse per quattro anni, fra cui la flotta danese dell' ammiraglio Hans Birch Dahlerup. Promosso Fregattenkapitän (capitano di fregata) e poi Korvettenkapitän (capitano di corvetta), nel maggio 1864 l’ ammiraglio Tegetthoff lo volle comandante della fregata corazzata "Schwarzenberg" alla battaglia di Helgoland.
Partecipò poi, il 20 luglio 1866, alla battaglia di Lissa al comando della fregata corazzata "Ferdinand Max", su cui era imbarcato anche l’ ammiraglio Tegetthoff Ordinò lo speronamento della ammiraglia della flotta italiana "Re d' Italia", affondando la pirofregata nemica. Poco prima dell’ affondamento della nave italiana, Maximilian Daublesky von Sterneck, urlò in veneto al suo timoniere, Tommaso Penzo detto Ociai: “Daghe dosso che la ciapèmo”.
Dopo la battaglia di Lissa fu promosso Linienschiffskapitän (capitano di vascello) e divenne nel 1868 comandante di tutte le navi scuola della k.u.k. Kriegsmarine. Il 17 dicembre 1869 fu promosso commodoro e nominato comandante della base militare di Pola.
Promosso nel 1872 Kontreadmiral (contrammiraglio), il 17 novembre 1883 Maximilian Daublebsky von Sterneck venne promosso Vizeadmiral (viceammiraglio), nominato Comandante della Marina austro-ungarica e insignito dell' Ordine Militare di Maria Teresa. Divenne consigliere al Ministero della Marina austro-ungarico, all' epoca retto dal principe Alfred von Montenuovo, condividendo con quest'ultimo la passione per le esplorazioni, in particolare quelle che allora i russi stavano compiendo al Polo Nord e fece incaricare von Payer e Weyprecht della famosa spedizione al Polo Nord della "Admiral Tegetthoff", che scoprirà la "Terra di Francesco Giuseppe".
Ma Maximilian Daublebsky von Sterneck fu anche un profondo innovatore della tattica navale, organizzando le corazzate in una unica Squadra navale, alle cui complesse manovre addestrò gli ufficiali della k.u.k. Kriegsmarine. Von Sterneck fu anche il promotore dei viaggi intorno al mondo delle navi della Marina da Guerra austro-ungarica con l’ obiettivo di “mostrare” la bandiera rosso-bianco-rossa in terre lontane.
Convinto sostenitore dell’ uso del siluro impostò la prima serie di costruzioni all’ estero delle torpediniere della k.u.k. Kriegsmarine, sia per l’ attacco al naviglio pesante nemico, sia per garantire la difesa dei porti e delle rade.
Promosso Admiral (ammiraglio) nel 1888, a causa della sua mentalità liberale e in contrasto con la corte austriaca, fu allontanato da Vienna e, deluso, si ritirò nel suo castello di campagna presso Klagenfurt. Morì a Vienna il 4 o il 5 dicembre 1897 e per suo espresso desiderio il corpo venne sepolto nella Chiesa della Madonna del Mare (Marine-Kirche) di Pola, di cui aveva avviato la costruzione nel 1891, mentre il suo cuore fu murato nella tomba di famiglia del castello di Krastowitz.